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Cenni Storici
La tesi più attendibile sulla derivazione del nome della cittadina da credito ad uno stanziamento di popolazioni Sveve giunte nel 568 al seguito dei Longobardi di Alboino, il toponimo quindi deriverebbe dall'etimo Suaves-Svevi, trasformatosi nel tempo in Soave. Prima dell'invasione Longobarda, Soave era un “pagus” romano sorto nei pressi della via Postumia; lo documentano tracce di ville, monete, vasellame, tombe e lapidi d'epoca rinvenute nelle località subito attorno alla cittadina.
E' possibile supporre che la zona più antica di Soave sia il Borgo Bassano, nome che potrebbe derivare da un “Bassius” latino stabilitosi in seguito alle donazioni militari ricevute in occasione del pensionamento.
La Rocca o il Castello, erroneamente chiamato Scaligero, ricordando probabilmente il restauro della scala tenutasi nel 1261, risale invece almeno a tre secoli prima dell'avvento della signoria, in quanto sono state trovate suppellettili che lasciano presumere il sussistere di un antecedente fortilizio romano.
Nel 1110/1120 Soave è già organizzato in libero comune e da quanto ci è dato di sapere da un diploma di Federico Barbarossa i primi feudatari furono i Sambonifacio, conti che terranno il Castello fino agli inizi del 1200.
Nel 1338 Rolando de Rossi da Parma, generale delle truppe fiorentine, riesce nell'impresa d'impossessarsi per breve tempo della Rocca; in questa battaglia trovarono la morte ben 400 soldati scaligeri.
Nel 1369 Cansignorio rinforza il fortilizio e nel 1375 fa innalzare la cinta muraria imprimendo alla cittadina, l'indelebile configurazione di abitato fortificato che tutt'oggi ammiriamo.
Le mura comprendono 24 torri, tuttora in buono stato di conservazione. Coevi sono il Palazzo di Giustizia sito in piazza dell'Antenna e il Palazzo del Capitano attuale sede municipale. Nel periodo di dominazione della Serenissima (1405) Soave conosce relativa prosperità: viene eretto il Palazzo Cavalli con la stupenda trifora in gotico veneziano; ampliata la chiesa di San Rocco e la chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani e nel Castello viene edificato il cortile esterno.
Alla caduta della repubblica di Venezia fa seguito il periodo della dominazione austriaca che finisce nel 1866 quando anche Soave entra a far parte del regno d'Italia; nel 1871 la cittadina è confermata sede del Mandamento Giudiziario. Nel periodo 1889-92 la famiglia Camuzzoni, diventa proprietaria del Castello e provvede alla ricostruzione ed al restauro.
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